Brigit

Brigit è una figura molto antica e particolarmente legata, con questa variante del Suo nome,  alle Isole Britanniche che sono, a tutti gli effetti, le Isole di Brigit. Britannia unisce infatti i nomi delle due antiche Dee Brigit e Ana un tempo fortemente venerate in queste Terre ma anche in altri territori legati ai celti.
Anche in Italia infatti, soprattutto nell’Italia del Nord storicamente abitata da popolazioni celtiche per un lungo periodo di tempo, molti paesi, cittadine e Monti hanno toponimi collegati al nome di questa Dea tanto da far pensare che il suo culto fosse, anche nella nostra terra, molto  forte e sentito.
Abbiamo nomi come Briga e Breia, Brixia (l’antica Brescia) e c’è anche  tutto un territorio che da Lei prende il nome: la Brianza.
Ci fu poi un nome, per me speciale, dato alla Dea in quella che fu la Gallia Cisalpina (per l’appunto tutta l’aera del Nord Italia): Belisama che, secondo la leggenda, avrebbe guidato il re Belloveso nella fondazione della città di Milano.
Se il nome di Brigit può essere tradotto come “La brillante”, “L’elevata”, “Freccia infuocata” , “la Luminosa” lo stesso vale per Belisama il cui nome deriva dalla radice “Bel” che indica la luce.
Tanto nelle Isole Britanniche quanto nelle Terre della Gallia Cisalpina Brigid, Briga, Belisama era la Dea del Fuoco sacro e della Fiamma Perenne,la Dea dei pozzi e delle Sorgenti, Dea delle Arti, della Poesia, dell’artigianato e della guarigione.
Lei era un tempo la Grande Dea di tutte le cose, Una e Multiforme.
Il suo volto e la sua presenza erano e sono in tutto ciò che è naturale e bello.
Lei è nell’energia dirompente del sole e nella brillante ed argentea luna. Lei è la viva fiamma del Cielo e della Terra che arde in ogni stella ed è la scintilla di vita che anima ogni forma vivente. Lei è la limpida acqua che scorre, la sorgente che conosce i misteri del sottosuolo perchè lo attraversa per fluire in superficie e portare guarigione.
Lei è il fuoco che trasforma. è il grembo della Terra ed ogni suo mutamento.

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Era, soprattutto nelle Isole di Brigit,  fortemente legata ad altre Dee come per esempio Ana ma anche e soprattutto all’Antica Cailleach ed a Sheela Na Gig.
La venerazione per Lei era enorme ed il suo nome veniva pronunciato in diverse varianti come Brigid, Bridie, Bride, Bree, Brue e Bridget.
Quest’ultimo è molto interessante poiché contiene la parola inglese moderna Bridge che significa ponte.
Brigit è un ponte tra tutte le cose e quando nelle Isole di Brigit la cultura e la società  iniziarono a cambiare ed una nuova religione, il cristianesimo, iniziava ad affacciarsi, Brigit rimase, col nome di Brigida, per fare da ponte tra le più antiche e le più recenti usanze, per conservare, seppur celate da un velo, le sue antiche funzioni, tradizioni e simboli.

Santa Brigida nacque, secondo gli annali, nel 453 d.c.
Anche se la storicità di questo personaggio non può essere del tutto accertata Santa Brigida è una figura potente e tutt’oggi molto amata, che ha incarnato su di sé le antiche caratteristiche della Dea ed ha unito in sé i simboli cristiani con i simboli della primigenia religione della natura.
Maureen Concannon in “La femmina Sacra. Sheela la Dea dei celti” (ed Arkeios), scrive su di Lei:
“Le cronache della sua vita e le storie tradizionali popolari rivelano un suo inspiegabile rapporto con la religione della natura della dea.
Brigida simboleggiò la continuazione dell’antico ordine, un sistema in cui le donne occupavano posizioni di rispetto nella società. Nei primi decenni del cristianesimo irlandese le abbazie, costituite a volte da uomini e a volte da donne, erano guidate da una badessa che manteneva la sua autonomia.”
Ed ancora:
“Santa Brigida rappresenta le leggi della natura e dell’allevamento. È fortemente legata alla Dea Brigit e molti dei rituali che la circondano sono associati all’antico culto della Dea. Fondò trenta conventi e, sotto il suo patronato, le suore di Kildare (monastero fondato verso il 480 d.c) continuarono a praticare le antiche discipline tradizionali come l’ostetricia, la medicina, l’erboristeria, la produzione di cibi e latticini, i mestieri e le arti come la poesia, la musica, la metallurgia e la pratica della legge.
I suoi simboli sono i simboli della Dea: il fuoco sacro, il sole, la luna e l’ordine del mondo naturale.”

Lei è ed è sempre stata e Io la ritrovo e mi connetto a Lei adattando le parole di Clarissa Pinkola Estes in “Forte è la Donna”, ed. Frassinelli

“Lei è la Donna Alchemica, la Dea Una e Multiforme che è Vita-Morte-Vita, la cinghialessa, la serpentessa, l’Antica donna uccello, Belisama, la Donna dei Boschi, Colei il cui manto è ornato di muschio, rami secchi e funghi, di corteccia d’albero e di tutti i più bei fiori della Primavera e dei frutti dell’Autunno. Colei che nella scomposta chioma argento ed oro ha intrappolati frammenti di stelle e di braci roventi. Colei la cui veste è morbida, di semplice stoffa tessuta a mano, con impigliati spine, semi ed erbacce, e petali di rose selvatiche.
Colei che ha le mani sporche per l’eterno coltivare cose terrene, e per il proprio duro lavoro diurno e notturno a fianco delle sue figlie e figli che lavorano duro, e dei loro figli, e dei loro vecchi, tutti.
Belisama non è una figurina simmetrica dalle palme tese alla medesima distanza, e congelata nel tempo.
Lei è sempre in movimento.
Dove c’è emozione, lei è là.
Dove c’è turbamento, lei è là.
Dove c’è euforia, lei è là.
impazienza, lei è là.
Fatica, lei è là.
Paura, inquietudine, dolore, bellezza, ispirazione, lei è là, sempre.
E per quanto ci si provi la sua natura non può essere svigorita, lei non può essere resa anemica, non può essere tenuta a freno, immeschinita.
Perché lei è tranquilla, sì, ma non senza la volontà di insorgere ancora ed ancora. Piuttosto è calma come calmo è il possente Oceano mentre si muove tra enormi fossi e pinnacoli, le sue onde enormi come il battito di un cuore sano: facile, spontaneo, muscolare.
Ed è pura, sì, ma non come chi non si avventura mai nelle tenebre, non ha mai un dubbio, non prende mai per qualche tempo una piega sbagliata, non ha mai un cedimento, ma piuttosto è pura come una gemma tagliata in centinaia di sfaccettature sfavillanti… è pura di quel tipo di purezza che viene dall’essere tagliati al vivo dalle vicissitudini e sfide della vita, rimanendo eppure privi, in ogni sfaccettatura, di ogni qualsiasi tipo di stria opaca perché nonostante e malgrado tutto ancora si è custodi dello sfavillio della Fiamma Perenne.” *

Questo spazio è un omaggio a Lei nei suoi molti nomi e nelle sue numerose forme in ogni territorio in cui si sia manifestata e sia stata venerata. Un viaggio alla ricerca di Lei, degli antichi riti che l’appartengono e nella riattualizzazione qui ed ora degli stessi. Un viaggio nella memoria per co-creare con Lei nuova bellezza.
Perchè Lei può essere sentita e vissuta ovunque. Lei è tutt’attorno a noi così come dentro di noi.
La sua presenza può essere riconosciuta in molti luoghi e la sua fiamma può brillare in ogni angolo della Terra portando i Suoi molti doni per il benessere di ogni essere vivente.

 

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