Brigit e il cigno ovvero la Dea Uccello Acquatico

Uno degli animali tradizionalmente associati a Brigit è il cigno.
Vola alto sopra di Lei, volteggia nelle acque dei laghetti e delle fonti a Lei sacre, talvolta la porta in volo sulla sua bianca schiena o, ancora più spesso, è la stessa Brigit ad avere sul suo corpo di donna le sue candide e grandi ali.
Questo la ricollega, a mio avviso, alla primigenia Dea Uccello Acquatico venerata come Datrice di Vita in templi e santuari domestici fin dagli inizi del Neolitico in tutta la vasta area dell’Antica Europa *
Come Brigit la Grande Dea Uccello aveva, nella sua completezza, molte funzioni. I simboli a Lei legati si ricollegano l’uno all’altro in modo fluido percorrendo tutto il ciclo vitale passando dalla nascita, alla crescita, al deperimento, alla morte ed alla rinascita.
Particolare enfasi era però posta, soprattutto per quanto riguarda l’Uccello Acquatico, sulla Vita, sulla scintilla vitale presente in ogni cosa ed allo sbocciare della Natura.
La sua immagine era rappresentata in particolar modo su vasi, su dipinti murari e su statuette finemente intagliate.
il_fullxfull.327089815Il Suo corpo femminile aveva fianchi e glutei enfatizzati e braccia corte o assenti. Dritta o accovacciata. Sul volto portava una maschera da uccello o, in assenza della maschera, erano i tratti stessi del suo viso a ricordare la sua essenza trasformando per esempio il suo naso in un piccolo o lungo becco.
Su tutto il suo corpo erano incisi i Suoi sacri segni.
Sue sono le V, stilizzazione grafica della yoni porta da cui ogni creatura viene alla nascita in questo mondo, quel luogo umido della stessa umidità datrice di vita delle sue acque benedette.
Suoi sono gli Chevron, V ripetute  più e più volte a rimarcare il Suo ruolo di Colei che Genera la Nuova Vita.
Sue sono le tri-linee della totalità, dell’abbondanza, della fonte della Vita poiché lei è datrice di nascita e datrice di vita, la bella Dea triplice di tutte le cose.
Sue sono le M e suoi gli zig zag dell’acqua che scorre, delle acque del corpo che si rompono per generare bellezza.
Suoi sono i meandri dell’infinito, segni del dinamismo, in cui ogni cosa si origina da una fonte per poi tornare ad essa in un movimento continuo come il ciclo di Vita-Morte-Vita di cui la Dea è custode.
Alcuni meandri hanno una forma a svastica, simbolo solare di perpetua rotazione a cui lablog-vinca tradizionale Croce di Santa Brigida potrebbe ispirarsi.
Sue sono le uova da cui ogni cosa, finanche la Terra stessa, è generata.
Ma la Dea Uccello Acquatico non è solo la Datrice di Vita.
Lei è anche l’Elargitrice di ogni Arte, esattamente come la nostra Brigit.
È la Dea della filatura e della tessitura il cui sacro alleato è l’Ariete.

È la Dea della metallurgia, esattamente come Brigit, colei che insegna a fondere i metalli per creare utensili che sono sia raffinati che utili per la vita di ogni giorno.
Ed è la Dea della musica che porta serenità e gioia. Molti strumenti musicali portavano le sue forme animali.
E ancora la Dea Uccello Acquatico è un intermediario tra vari reami dell’esistenza.
Scrive su di lei Marija Gimbutas ne “Il Linguaggio della Dea”:
“Come un uccello acquatico univa il cielo e la terra e probabilmente si riteneva che la sua dimora terrestre fosse rispecchiata da una dimora acquatica celeste. Questa cosmologia aveva anche una componente temporale correlata alla migrazione annuale. Il nuovo inizio della vita in Primavera era annunciato dalla sua ricomparsa in Europa e la lunga stagione quiescente dalla sua partenza”
il che rispecchia ancora una volta il ciclo annuale di Brigit che risveglia la scintilla della vita dormiente nella terra nel suo sacro periodo di imbolc, momento in cui Lei torna a camminare nel mondo dopo il suo lungo sonno invernale.
3mycenfigPossiamo quindi vedere in Brigit una diretta discendente di questa Grande Dea Antica e senza nome, una Custode delle potenti energie primigenie della Dea Uccello che Lei stessa incarna e porta praticamente immutate fino a noi oggi.

 

* l’Europa Antica è stata così denominata dalla studiosa Marija Gimbutas e comprende una vasta area che si estende dalla moderna Europa occidentale fino all’Anatolia e al Mar Nero.
La cultura dei popoli dell’Antica Europa era una cultura agricola la cui società era gilanica, egualitaria e matrilineare. Una cultura portatrice di pace e centrata sull’arte e sulla bellezza, che riconosceva ed onorava ogni fase della vita. Una cultura fortemente connessa alla terra, alla natura e ai suoi cicli.

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FONTI:
Marija Gimbutas “Il linguaggio della Dea” ed Venexia
Marija Gimbutas “Le Dee viventi” ed Medusa
Marija Gimbutas “Kurgan” ed Medusa

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